E l’amore ignorò la tragedia

Il panorama della letteratura lesbica -ancor oggi non particolarmente nutrito di opere d’un consistente spessore letterario- si arricchisce dell’ultimo libro di Marisa Giaroli, “Perché non lei?”, romanzo a tematica amorosa.
Al centro del lavoro, la storia dell’incontro fortunato tra una pittrice ben inserita (Andrea) e un’insegnante in piena crisi matrimoniale (Nicoletta).
La scrittrice accompagna i suoi personaggi passo passo, descrivendone con amore per il dettaglio ogni pensiero, emozione e mutamento progressivo del comportamento affettivo e sociale, che porterà le due protagoniste a confidare in una relazione appagante e durevole.
Un romanzo nel quale molte donne lesbiche potranno immergersi con sollievo, perché risponde al bisogno da loro frequentemente espresso di storie specifiche, che esulino dallo schema ormai trito dell’amore tragicamente represso dal contesto sociale e in cui potersi, invece, serenamente identificare.
Iole Natoli
(Youcanprint, luglio 2019)

 

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Recensioni su Amazon

Ho deciso di proporvi tre recensioni della vecchia edizione che sono state pubblicate su Amazon. Ho lasciato anche l’indicazione delle “stelline”, il massimo è cinque.
Come potete immaginare, i pareri del lettore sono molto importanti per lo scrittore. Quindi grazie a queste persone che hanno dedicato il loro tempo sia alla lettura sia alla condivisione dei loro pensieri.

Perchè non lei
4,0 su 5 stelle
Vorrei congratularmi con la scrittrice per il modo pulito, privo di volgarità, con cui ha trattato un argomento attuale ma per molti ancora non sempre accettabile. La storia sa di autobiografico, in grado di procurare emozioni intense e dolcissime, direi di intensa tenerezza. Unica nota negativa, non scende mai nei particolari nei momenti più intimi che a mio parere non bisogna lasciare solo all’immaginazione di chi legge, perché così è come privare il contenuto della parte più bella, più profonda, più dolce. Comunque complimenti e grazie per le belle emozioni che mi ha fatto provare. Antonio
(Amazon, dicembre 2013)

 

Da compagnia
4,0 su 5 stelle
Una volta capito il modo di scrivere dell’autrice tutto è semplice.
Veloce, leggero e ottimista.
lo rileggo con piacere.
È il libro che porti volentieri con te.
(Amazon, marzo 2014)

 

Un romanzo fatto bene
5,0 su 5 stelle
Veramente un bel libro, un romanzo che consiglierei è difficile trovare storie così… complimenti , la scrittrice lo descrive in modo scorrevole, ogni pagina ti cattura.
(Amazon, luglio 2014)

 

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“Perché non lei” mi ha molto emozionata

La prima recensione di “Perché non lei” è arrivata sul mio profilo Facebook da Rossella M.
Eccola.

Ciao Marisa, piacere di conoscerti (si fa per dire). Ho appena finito di leggere il tuo libro “Perché non lei” e ci tenevo a dirti che mi è piaciuto molto, mi ha emozionato molto, mi ha tenuta avvinghiata a lui fino alla fine! Di entrambe le protagoniste riesci a trasmettere bene stati d’animo. Veramente non sono riuscita a staccarmi… Si avverte già molto prima della fine quale sarà la conclusione (l’amore trionferà), eppure si rimane incollate perché per certe scene ci si chiede come verranno risolte: ad esempio quella dello schiaffo di Andrea a Nicole, che ho apprezzato molto… Primo per lo schiaffo che fa uscire Andrea per un attimo dal personaggio dolce e tenero, comprensivo che accetta tutto, e le dà invece anche quella forza e quella violenza di cui anche l’amore tra donne non è immune; secondo perché Nicole non fa quello che ci si aspetta forse in una scena del genere, fa per andarsene e poi invece si arrende a quello che sente e rimane e questo mi è sembrato molto femminile). Bè insomma mi è piaciuta questa scena, l’ho trovata molto forte e sentita vera, più vera di tante che si fondono più su luoghi comuni che sulla realtà delle cose… È la prima volta che leggo un tuo libro, ora vedrò di leggerne altri… Buona fortuna.
(Rossella M. – Facebook, 6 luglio 2019)

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Perché non lei

C’è forse qualcosa di più semplice e allo stesso tempo complesso dell’amore? All’apparenza certamente no. Ma leggendo tra le righe di ogni storia, di tutte le storie, è possibile vedere, a volte addirittura sentire, il dolore, i dubbi, le insicurezze di chi sa di amare ma non ha il coraggio di ammetterlo. A Nicoletta accade proprio questo: l’incontro con Andrea, pittrice di successo, donna forte e fragile allo stesso tempo, la turba così profondamente da sconvolgerla con una forza per lei inconsueta. La caparbietà dell’una contro i timori dell’altra. Le certezze di una vita contro l’ignoto. E, su tutte, una domanda: *perché non lei*?

 

 

Il romanzo è disponibile in versione cartacea su Youcanprint
La copertina è tratta da Infinito di Arianna Cox, olio su tela, 55×40, 2017.

Su “Canoni e contrappunti” e “La scala di Giacobbe” di Marisa Giaroli – Youcanprint Self-publishing.

Desidero iniziare questo commento critico con qualche considerazione sull’Autrice.  Non è una scrittrice facile, Marisa Giaroli; non certo per il suo stile, che è semplice, lineare, scorrevole, immediato, eccezion fatta per qualche passo di vera prosa poetica, ma per gli argomenti che affronta nei suoi romanzi. Tratta temi insoliti, inusuali per la narrativa, pur se con riferimento ad aspetti della vita molto più frequenti di quanto ci si aspetterebbe. In “Canoni e Contrappunti”, ha affrontato la questione dell’omosessualità femminile, argomento scabroso, realtà ignorata, tabù, come se anche relativamente all’omosessualità le donne fossero sempre un gradino sotto gli uomini. Lo ha fatto documentandosi, intervistando alcune dirette interessate, dando vita, quindi, a una storia realistica, in cui i protagonisti potrebbero essere quelli della porta accanto. Proprio per questo motivo il romanzo sconcerta, disorienta, turba il lettore, che scopre una realtà su cui si era poco o mai soffermato. Con la capacità di scrutare nell’animo umano sorretta da una grande abilità narrativa, l’Autrice  mostra lo sconvolgimento della protagonista nello scoprirsi attratta dalle persone del suo stesso sesso, la difficoltà ad accettarsi omosessuale in una società chiusa, perbenista, ipocrita e non preparata a una simile realtà, la vergogna di essere oggetto di occhiate furtive e sorrisetti. L’amore tra le due protagoniste è delineato con garbo, con delicatezza, con pudore, quasi a volerlo difendere, poiché sempre di amore si tratta, di un’intesa tanto profonda da essere evidenziata addirittura nel titolo. Pure l’Autrice non trascura di affrontare l’aspetto sessuale di una tale relazione sui quali non ci si sofferma per pudore, per imbarazzo, per vergogna quasi, aspetto evidenziato dalla madre della protagonista, che scioccata e perplessa, afferma: “Ma cosa fanno due donne?”.

In “La scala di Giacobbe” viene offerto al lettore un altro tema insolito, quello della consacrazione alla vita religiosa. Anche questo aspetto è molto lontano dalla nostra vita quotidiana caratterizzata da una corsa frenetica che non permette di soffermarsi su scelte di vita infrequenti, soprattutto nell’attuale tempo secolarizzato, salvo poi sorprendersi, a volte anche manifestando disapprovazione, se qualcuno di nostra conoscenza prende i voti. E Marisa Giaroli evidenzia, sempre col garbo che la caratterizza e le sue notevoli doti di psicologa, la grande difficoltà di un simile cammino, l’incertezza di aver fatto la scelta giusta, la paura di non essere in grado di affrontare le privazioni che una tale scelta di vita comporta, la solitudine e l’angoscia nella quale si precipita quando le prime prendono il sopravvento, il disperato bisogno di un sostegno che spesso manca.

E la protagonista, come anche gli altri personaggi principali, sono, quindi, esseri tormentati dalla loro insicurezza, dalla loro fragilità, in un ambiente, quello monastico, non privo di invidie, bassezze, dispetti, poiché i religiosi sono comunque esseri umani come tutti gli altri! E adombra, l’Autrice, argomenti ancora una volta scabrosi, come il tormentoso desiderio sessuale, la masturbazione e lo fa sempre con garbo, con delicatezza, aprendo appena uno spiraglio sull’argomento come si farebbe con una porta che dà su di un ambiente poco accogliente. Forse è proprio questo suo modo di procedere che turba. In un tempo in cui le espressioni triviali sono entrate nel linguaggio quotidiano, paradossalmente un linguaggio che di quelle espressioni è privo sorprende il lettore, che appare impreparato di fronte a tanta finezza!

E in questo romanzo, dei personaggi vengono analizzate tutte le sfaccettature della loro personalità, la giovane donna perdutamente innamorata, la madre, la religiosa, la missionaria.

Torna, in questo romanzo, ampiamente sviscerato in “Canoni e Contrappunti”, il tema dell’accettazione di se stessi, accettazione delle proprie debolezze, delle proprie fragilità, pur nell’impegno di migliorarsi, con l’aiuto di Dio (“…la cosa più importante e difficile non è amare Dio ma lasciarsi amare da lui, poiché egli ci ama così come siamo”). Ecco, veniamo a un punto fondamentale. Marisa Giaroli è profondamente cattolica, osservante, praticante. La sua fede è intimamente posseduta. Eppure, come si evince dalla lettura dei suoi romanzi, non è bigotta. Madre di quattro figli, impegnata da sempre nel sociale e per la difesa dei diritti delle donne, è ben calata nella realtà attuale, della quale non ignora nessun aspetto. È questa la sua forza, come donna e come scrittrice, poiché il lettore la sente vicina, pur nella trattazione di argomenti lontani dalla sua quotidianità, lontani, ma poi forse neanche tanto. Tutte le scelte di vita alla lunga si rivelano difficili. È forse facile essere coniuge o genitore? La stanchezza, la percezione della propria inadeguatezza non assale forse anche i laici? Quel disperato bisogno di fuggire, di sottrarsi alle proprie responsabilità non è forse talvolta avvertito anche da essi? In quest’ottica, Marisa Giaroli parla anche al non credente e, attraverso le parole della protagonista, suggerisce: “…che nulla è per caso, che ogni avvenimento fa parte di un disegno più vasto”, che lo si voglia chiamare progetto di Dio per ciascuno di noi o destino.

L’impianto narrativo di entrambi i romanzi è robusto, con sottotrame che delineano le vicende dei personaggi minori. Le storie, complesse, avvincono il lettore e lo sorprendono con imprevedibili colpi di scena.

In entrambi i romanzi, emerge, tramite i suoi personaggi, il grande amore dell’autrice per la natura e per la sua terra, per le morbide alture dell’appennino tosco-emiliano, per la vita campestre scandita dall’avvicendarsi delle stagioni e dalle attività agricole.

Quelli di Marisa Giaroli sono romanzi di cui consiglio caldamente la lettura, avvincenti e, al contempo, profondi; inducono riflessioni, seminano, lasciano qualcosa al lettore.
Ester Cecere (Youcanprint, 12 febbraio 2019)

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Recensione libro: “Il passato di Lisa Krall” – Marisa Giaroli

Cosa può scompigliare e sconvolgere la vita di una donna impegnata solo con il lavoro? Una intensa storia d’amore raccontata da Marisa Giaroli.

Ci sono tanti modi per amare, per essere donna, per essere madre. Lisa Krall è una donna affascinante, ricca, decisa. Una donna che, dietro un’apparente sicurezza, nasconde segreti dolorosi e insicurezze. Fragilità sopite che si manifestano, in tutta la loro forza disarmante, quando sulla propria strada Lisa incontra Martino Taldi, pittore di talento e uomo dalla profonda sensibilità, che ben presto la coinvolge in una storia d’amore intensa e totalizzante. Una passione che, tuttavia, si scontra con il passato irrisolto della Krall, con i suoi fantasmi, con un’immagine pubblica da mantenere di fronte agli occhi della Milano-bene, dei pettegolezzi, del mondo dell’arte cui Martino, suo malgrado, appartiene. A volte la felicità si manifesta in modo insolito e serve tempo per comprenderla, per accettarla. Altre volte basta abbandonarsi a essa, fiduciosi. Altre volte ancora, prima di essere felici bisogna perdonare se stessi, convivere con quanto è accaduto, imparare ad amarsi, oltre che ad amare.
Una storia avvincente che trascina il lettore.

Vale la pena di sottolineare che la copertina è tratta dall’olio su tela “Roccia dell’Orso” di Elena Fontanesi.
Il romanzo di Marisa Giaroli è disponibile su Youcanprint e su tutti i siti di vendita online.

 

Chi è Marisa Giaroli
È nata a Reggio Emilia, dove risiede. Ha svolto la sua attività professionale presso la scuola e presso il Provveditorato Studi fino al pensionamento. Per diversi anni ha fatto parte dell’Associazione Nazionale della Pace, per la quale ha visitato i campi profughi della Palestina e dell’ex Iugoslavia e si è recata in vari Paesi esteri con aiuti umanitari tra cui l’Albania. Nel 1989 è stata in Israele come inviata per l’iniziativa europea “Time for Peace”, conclusasi a Gerusalemme tra sangue e lacrimogeni. Da sempre impegnata in politica e in favore delle donne, nel 1990 ha ricevuto il “Premio alla Cultura” istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per due mandati ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Ater Balletto, che ha seguito in varie tournée, tra le quali spicca quella a San Francisco, nel maggio del 1995, dove la compagnia ha preso parte alla settimana mondiale del balletto, l’United We Dance ad International Festival. Nel 2011, assieme ad altre volontarie, ha fondato l’Associazione Reggiana Neuro-oncologica onlus, che presta servizio nel reparto ed è a disposizione dei famigliari e dei pazienti. L’Associazione ha anche realizzato nel reparto di neurologia una biblioteca a disposizione dei ricoverati e dei pazienti. Onde fornire la biblioteca di testi dal 2011 è stato istituito il Premio di narrativa e poesia edita “Città del Tricolore”.
Ha pubblicato numerosi romanzi e raccolte di poesie e vinto numerosi premi. Tutte le informazioni si trovano sul suo blog.
(Finanza&Lambrusco, Cultura, 2 febbraio 2019)

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MARISA GIAROLI E IL SUO ROMANZO STORICO “CONCERTO D’ADDIO”

Oggi incontriamo un’interessante scrittrice Emiliana, Marisa Giaroli, nata a Reggio Emilia, dove risiede. Sposata, ha 4 figli e 4 nipoti.

Per diversi anni ha fatto parte della Associazione Nazionale della Pace, per la quale ha visitato i campi profughi della Palestina e dell’ex Iugoslavia. Si è recata in vari Paesi con aiuti umanitari tra cui l’Albania.

Nel 1989-90, dal 29 al 31 dicembre quale inviata è in Israele per l’iniziativa europea Time for Peace che si conclude a Gerusalemme tra sangue e lacrimogeni.

La trama del suo romanzo “Concerto d’addio” si svolge appunto tra l’Italia e Israele. In questi giorni è possibile scaricare gratuitamente l’e-book da Amazon.
Annamaria, Stella e Beniamino sono i protagonisti di un intrigante romanzo storico che si svolge tra Italia e Israele. La storia ha inizio negli anni sessanta quando il nostro Paese era tutto un fervore industriale ed era facile trovare lavoro.
Annamaria è giovane, bella e innamorata. Ma la vita ha in serbo per lei alcune sorprese che la renderanno cinica e capricciosa.
Stella crede di aver perso tutto e invece incontra di nuovo l’amore. Ma anche le due carte saranno scompigliate proprio quando sul suo volto c’era di nuovo il sorriso.

E Beniamino? Chi è in realtà il valente pianista e direttore d’orchestra che si esibisce sui palcoscenici dei teatri più prestigiosi del mondo entusiasmando il pubblico? Perché è infelice? Cosa sta cercando? Forse qualcosa che si è perduto negli anni della sua giovinezza.

Fin dalle prime pagine di questo avvincente romanzo storico, Marisa Giaroli immerge il lettore in un’atmosfera densa di aspettative e di interrogativi, facendolo sentire complice e partecipe delle vicende dei protagonisti, fino a quando…

Non vi resta che scaricare l’ebook per entrare nel vivo di questa avvincente storia. Buona lettura da Caterina Ruggeri e Stefano Vignaroli.

(venerdì 13 ottobre 2017, Caterina Ruggeri Blog)

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Il passato di Lisa Krall

Ci sono tanti modi per amare, per essere donna, per essere madre. Lisa Krall è una donna affascinante, ricca, decisa. Una donna che, dietro un’apparente sicurezza, nasconde segreti dolorosi e insicurezze. Fragilità sopite che si manifestano, in tutta la loro forza disarmante, quando sulla propria strada Lisa incontra Martino Taldi, pittore di talento e uomo dalla profonda sensibilità, che ben presto la coinvolge in una storia d’amore intensa e totalizzante. Una passione che, tuttavia, si scontra con il passato irrisolto della Krall, con i suoi fantasmi, con un’immagine pubblica da mantenere di fronte agli occhi della Milano-bene, dei pettegolezzi, del mondo dell’arte cui Martino, suo malgrado, appartiene. A volte la felicità si manifesta in modo insolito e serve tempo per comprenderla, per accettarla. Altre volte basta abbandonarsi a essa, fiduciosi. Altre volte ancora, prima di essere felici bisogna perdonare se stessi, convivere con quanto è accaduto, imparare ad amarsi, oltre che ad amare.

Il romanzo è disponibile in versione cartacea su Youcanprint.
La copertina è tratta da un’opera della pittrice Elena Fontanesi.

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Un viaggio nell’animo femminile

È da poco uscito il nuovo romanzo di Marisa Giaroli, La scala di Giacobbe. Straordinariamente acuta e sensibile, l’autrice ci accompagna anche stavolta in un viaggio nell’animo femminile, indagandone con il garbo e la delicatezza che da sempre la contraddistinguono un aspetto spesso nascosto, quasi troppo intimo per parlarne, anche se mediato dall’invenzione narrativa: il rapporto con la fede. Una fede che a volte sentiamo lontana, che ci sembra di non avere – o almeno di non avere abbastanza – , una fede che ci mette di fronte alle nostre emozioni più segrete. Carla, la sua protagonista, eroina e antieroina al medesimo tempo, vive con animo inquieto la vocazione che la porta a donarsi a Dio; divisa tra un “prima” che non riesce a dimenticare e un “adesso” cui è difficile adattarsi, lotta contro se stessa per comprendere, prima ancora che accogliere, il messaggio che Dio le ha inviato.

La “scala di Giacobbe” del titolo, riferimento naturale alle Scritture, non è altro che un ponte tra cielo e terra, un modo per gli uomini di ritrovare la fede che credono di aver perso, confusi da una società troppo spesso vuota e impotente. Questo ponte altri non è che Carla stessa: lontana dall’essere un esempio di virtù religiosa, così come il romanzo che ne racconta la vicenda tutto può considerarsi fuorché un’opera “contemplativa”, questa donna trae proprio dal suo essere “nel” mondo la forza necessaria per guardarsi dentro, accettare la propria vocazione e trovare la giusta strada per mettersi veramente al servizio della Provvidenza.
Silvia Beldinanzi

(Recensione arrivata via email, febbraio 2018)

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Una scala con tanti pioli

La Scala di Giacobbe è il nuovo romanzo di Marisa Giaroli Fornaciari, nota nell’ambiente reggiano non solo per la sua attività letteraria ma anche per la sua presenza attiva nell’ambito familiare e sociale.

Una scala con tanti pioli, non sempre regolari, anzi spesso sbilanciati, da far pensare ad una rottura improvvisa. Ma la scala regge: evidentemente il progetto non solo aveva previsto, ma aveva messo in conto i pioli sbilanciati. Su questa scala la fantasia narrativa della Giaroli Fornaciari ha collocato la vicenda di Carla Rolli. Vicenda sconvolgente, racchiusa tra due incontri: l’incontro di Carla con quello che sarà poi il padre della sua bambina, Sara, nel garage sotterraneo di un palazzo:; l’incontro di Carla – ora Suor Micaela- con la sua “bambina”, Sara nel giorno in cui questa si sposa ( e si sposa proprio nella chiesa del monastero diretto dalla madre) Nell’incontro iniziale il giovane Giampiero non sa che la ragazza che ha davanti, poco prima ha ucciso un uomo; nell’incontro finale, Sara, non sa (forse non lo saprà mai)che la monaca che ha davanti – e che la bacia con tanta intensità- è la madre. Una vicenda sconvolgente, non priva di situazioni scabrose,che la scrittrice mette in contatto con l’ambiente – si direbbe- meno adatto, un convento di suore e un monastero. La Giaroli Fornaciari ce lo presenta nel suo vero clima, ben lontano dagli stereotipi del cinema e dei giornali. È un clima sereno in cui vivono e si muovono persone vive, libere, gioiose. Fra queste spicca suor Matilde, donna meravigliosa, vera sintesi di spiritualità e umanità; e la Generale, una monaca che sa leggere nel cuore delle persone che incontra, e per la quale la persona umana vale più di ogni regola.

In questo clima Carla riesce a superare i suoi traumi, compreso il trauma della possessione diabolica ( e dell’esorcismo), tema che la scrittrice affronta con serietà e sobrietà, attenta evidentemente a non enfatizzarlo e a tenerlo nelle sue giuste dimensioni. Un romanzo bello e buono “La Sala di Giacobbe” Bello nello stile: appassionato, ma scorrevole, e coerente dall’inizio alla fine; buono come contenuto: non per i fatti narrati, ma per la lettura che ne viene fatta. Una lettura spirituale, in quanto obbliga ad andare al di là della scala, per scoprire il progetto, anzi l’architetto. Vale la penna qualche volta chiudere la televisione per leggere un libro come questo: vi si respira aria sana. E ne abbiamo bisogno, tanto bisogno.
Guerrino Orlandini

(Youcanprint – febbraio 2018)

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