Canoni e Contrappunti, recensione dicembre 2014

Marisa Giaroli dopo qualche anno di silenzio editoriale, ha dato alla stampa il suo nuovo romanzo. Si intitola “ Canoni e Contrappunti” e racconta la storia di un amore tra due donne nell’Italia del boom economico. Pubblica il libro della scrittrice reggiana Corsiero Editore, in copertina il dipinto “L’Incontro” di Elena Fontanesi.
L’autrice del volume non è affatto nuova al tema dell’amore.

Marisa Giaroli
Marisa Giaroli

Che pervade in tutte le sue opere come un leimotiv, ma anche ad argomenti amorosi particolari che sa descrivere con realismo raffinato ed elegante. Nei suoi precedenti romanzi ci sono, per esempio, la storia di una vocazione religiosa molto travagliata da sentimenti terreni e l’amore di un uomo avanti negli anni per una donna assai più giovane di lui. Parecchie sono anche le raccolte di poesie di Marisa Giaroli, alcune delle quali premiate in concorsi di rilievo.
Nel nuovo romanzo la scrittrice narra l’omosessualità che può dare gioia quando l’attrazione diventa amore, ma pure inquietudine per i sotterfugi talora necessari in una società parecchio omofoba.
“Per passare dalla metrica ai romanzi che sono sempre stati il mio sogno nel cassetto-afferma l’autrice- ho dovuto crescere quattro figli e andare in pensione. Scrivere una storia d’amore tra due donne significa ascoltare chi ama in modo diverso, con le sue storie a volte drammatiche, con un sentimento ancora non compreso dai più. Amare una persona del proprio sesso può richiedere fatica, perdita degli affetti familiari, delle amicizie, a volte del lavoro”.
Bruno Cancellieri giornalista

[Resto del Carlino di domenica 28 dicembre 2014]

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Oltre il cancello – 1978

Forse è ancora possibile incontrare un poeta in questi giorni, in queste ore dell’ultimo quarto del ventesimo secolo, che sembrano fatte per togliere all’uomo la facoltà di riflettere su se stesso e sul prossimo, per guardare sempre avanti in un futuro di elementi spaziali di inusitate invenzioni tecnologiche, di imprevedibili esplosioni di violenza.

Oltre il cancello
Oltre il cancello

Guardare avanti: ma non è lecito voltarsi indietro per un attimo? Può essere il momento della poesia.
Se riusciamo a violare la disciplina che le circostanze impongono al nostro vivere quotidiano, può darsi che riusciamo a voltarci indietro (con quel tanto di rischio che questo comporta) per soffermarci un poco sul significato della poesia; può essere allora che incontriamo Marisa Giaroli Fornaciari, la sua voce poetica, che a volte può sembrare tremula, è invece sicura in quanto rivela sempre, in ogni lirica, la sicurezza che deriva dall’essere sorretta da una fede nell’uomo e in qualche cosa di più dell’uomo.

Marisa G.F. si esprime con un linguaggio che sembra collocarsi a mezzo di un ponte tra due sponde: quella intimistica, velata, che risuona note di trepidazione, come in un pianista che interpreta Chopin, e quella gravida di contenuti umani, grondante di sofferenza di lotta, di speranza, che fanno del poeta un testimone del proprio tempo.

Marisa G.F. che viene da esperienze di lirismo meditativo e personalistico, e non poteva non approdare ad un messaggio di umanità piena e totale.
Il poeta trasfigura la realtà, non soltanto il sogno, e la fantasia: e la lirica è il punto di incontro e di sintesi che viene da radici amare e profonde conficcate in una realtà storica dal perimetro ben definito.
Solo così possiamo recepire a fondo la voce di Marisa G.F. che canta di una realtà quotidiana meravigliosa e dura a un tempo, “santa e terribile” come il nome di Dio.
Possiamo accettarla o respingerla, questa voce, ma non fingere di non sentirla. In ogni caso lascia un’eco, destinata ad andare ben “oltre il cancello”.
Avv. Salvatore Fangareggi

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Volo di gabbiani – 1977

Come umbro, mi complimento con l’autrice di Volo di Gabbiani per aver inserito in questo volume due poesie dedicate alla mia terra.

Volo di gabbiani
Volo di gabbiani

E proprio nella poesia intitolata Nella cattedrale di Todi, riferendosi all’organista della chiesa ove riposa fra’ Jacopone, il folle di Dio, il promo grande poeta della letteratura italiana, si esprime così:
Le tue mani oggi
hanno suonato
sulla tastiera della mia anima
Marisa Giaroli Fornaciari si rivela soprattutto poetessa di una squisita sensibilità.
Mi trovo di fronte ad un’artista completa che non si compiace in descrizioni magari scontate. Il suo stile è conciso. Ed è sempre di una liricità senza pari.
Sincera nelle intuizioni felice nelle descrizioni misurata nei sentimenti, Marisa Giaroli Fornaciari, è poetessa completa.
La tematica è varia. Vive il suo tempo e affronta argomenti di oggi. Nel ricordare è struggente.
Ma il filo conduttore di questo libro è l’amore. Già nella premessa l’autrice ha anticipato: “Se credi nell’amore, l’amore non ti mancherà”.
E Marisa ama come nessuno mai, senza contropartite. Conosce la potenza dell’amore e i miracoli che sa fare l’amore:
Ho visto la roccia sudare
Aprirsi
Alla forza prorompente della vita
Fiorire
Farsi nido
È un amore tenero, sereno, caldo, tumultuoso, possessivo, impossibile, libero. È una forza che sa trasformare la pietra in nido d’amore. È un amore libero come le ali dei gabbiani. Come il mare.
E Marisa viene dal mare.
Dott. Agostino Pensa,
presidente Accademia Amici dell’Umbria
Terni, gennaio 1977

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Guardando le colline – 1975

Dal distaccato silenzio dei monti o dall’arcano vuoto del cosmo, dal travagliato cammino dell’uomo o dalla remota angoscia del mondo, la poesia ricava i motivi della sua origine e si realizza in linguaggio: rappresentazione o forma dell’individuo, che, anche se non raggiunge il sublime, resta valido mezzo di dialogo tra quanti sanno usare le corde dell’anima.

Guardando le colline
Guardando le colline

Eppure per molti, per coloro cioè che vivono di puro intelletto, è difficile riconoscere giusto questo bisogno dell’uomo di rievocare passate purezze ed affacciarsi da questa finestra del mondo, per cercare se stesso e la possibilità di comunicare con gli altri, al di sopra delle dimensioni dell’accettata materia, afferrando il dialettico senso del bene e del male.
Forse questa l’origine di una malinconia levità di pensieri e di idee, che possono affidarsi solo al cantico segreto dell’anima: delicato tessuto di cui si compongono le liriche di Marisa Giaroli
Il lettore avvertirà nell’essenza di queste liriche dell’autrice, il carezzato disegno di un sogno, quello di alimentare nel cuore “l’eterno”
Gabrieli Editore

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L’inverno fu la mia stagione – 1973

La poesia di Marisa Giaroli Fornaciari è molto umana dotata in genere, di calda tonalità, spesso delicata: squisitamente femminilmente delicata.
La tematica sa essere suggestiva. La forma, spesso prorompente, risente qua e là dell’impeto del sentimento. Nelle altre forma e contenuto sono felicemente coniugati
Dott. Elio Palmieri , Ispettore Scolastico

L'inverno fu la mia stagione
L’inverno fu la mia stagione

Una sensibilità chiara, un occhio interiore instancabile, una vena intessuta d’interessi intimisti, questa la caratteristica della lirica di Marisa Giaroli Fornaciari. Poiché davvero di strumenti antichi ci si può ricordare ascoltando i temi di questo canto così sommesso e familiare, ove la vita scorre tra i richiami di sempre, amore, festa, abbandono dei sensi mistero del donarsi e del ricevere, consapevole dolore e accettazione dei limiti della condizione umana.
I toni pastello su sfumati paesaggi, quelli di una fantasia che trova in sé il miglior ambiente tutto racchiuso in una femminilità delicata, armoniosa, fanno di “L’Inverno fu la mia stagione” una voce suadente, amica universale.
Prof.ssa Ileana Gianferrari, agosto 1973

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Io donna – 1982

Le liriche di Marisa Giaroli da tempo hanno preso il volo e sono note in Italia e all’estero.

Io donna
Io donna

Nel 1975, durante la settimana della poesia italiana a Parigi, alcune sue liriche sono state tradotte e recitate alla TV francese.
La poesia di Marisa Giaroli, libera da rime e da metrica, non ama costrizioni di tempo, di stagioni, di spazio.
È come un volo di gabbiani che non per nulla è il titolo di una sua precedente raccolta salutata dalla critica come un supremo canto d’amore.
Nella presente raccolta di quaranta liriche, la poetessa, modellando le parole e ritmando il verso, tocca, su una variegata tematica, gli eterni temi del cuore umano. Paura, nostalgia, malinconia, amore, tenerezza, gioia, sdegno, dolore, morte, s’avvicendano, suscitati via via dalle stagioni, da un tramonto, un’incontro…
Si gode nel constatare il suo vincolo con la “terra padana” nella quale affonda le radici, ma si vede con piacere l’occhio della poetessa aperto su tutto il mondo. Alcune sue liriche colpiscono profondamente per la veridicità dei sentimenti, ma soprattutto questa nuova raccolta di poesie ci aiuta a pensare e quindi a vivere.
Wilson Pignagnoli, giornalista

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Una cascata di parole d’amore – 2013

Un cielo trapuntato di luci
  sciabordio della risacca
  a trasportare qua e là
 pensieri audaci taciuti

una cascata di parole d'amore
Una Cascata di parole d’amore

Quali possono essere i “pensieri audaci taciuti” se non quelli che Amore tace fisicamente a Se Stesso nell’anelito all’altro?
La “densità di lunghi silenzi” non fa altro che rendere più dirompente all’amante il desiderio dell’amato. E spesso solo un verso sa rendere manifesto quel che l’intelletto vorrebbe tacere al proprio cuore. Marisa Giaroli, scrittrice prolifica e penna sensibile, figlia e madre dell’Amore ma anzitutto donna, sa destare un presente ed un passato carico di emozioni e sensazioni, di palpiti e brividi, di lacrime e risa, di fremiti e di desiderio, di enigmi e solitudini del cuore, di “non vissuti che attendono” e malinconie fiduciose di un “sì” nonostante tutto. Perché l’amato per l’amante è “poesia viva”, ardente, inevitabile, emozionante e terribile al tempo stesso.

“Una cascata di parole d’Amore” è un inno ad Amore e al desiderio che provoca il Sentimento per antonomasia. La sensualità e la passione, il tormento e l’estasi, Eros e Thanatos, il viaggio interiore verso l’amato, la contemplazione della tenerezza e di un’alba sul mare che origina un’orda di pensieri tra loro concatenati i quali, pur nella rosea bellezza del sole nascente, generano inquietudine. Si tratta forse dei “pensieri audaci taciuti” o, perlomeno, noi crediamo lo siano. L’amato è “poesia viva” e “senso all’oggi”, certamente, ma è anche l’ardito sogno di chi spesso non lascia speranza all’amante che resta in attesa e sospira su “questo amore / che fa paura / che scivola tra le mani”.

È Amor ch’a nullo amato amar perdona del Sommo Poeta. Sì, perché il Sentimento non perdona. Non perdona l’amato che nella sua timidezza non ha pietà, non perdona l’amante che anela ad un “noi” e che può decidere di andarsene per non perdersi “nella tenerezza di cui parlavi”. Amore non lascia andare, ma anzi scandisce “troppe notti insonni / sussurri repressi / impalpabili sensazioni”. Amore sa essere tirannico e nei versi di Marisa Giaroli Eros appare in tutta la sua feroce e al tempo stesso irresistibile potenza. Ogni verso, seduttivo e a volte nostalgico, lascia negli occhi e nel cuore del lettore l’intensità del sentimento, la forza del desiderio, l’ebbrezza dell’attesa, la paura della perdita dell’amato, la malinconia di ciò che è stato e non è più, il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato. A chi legge consegna, sopra ogni cosa, l’autenticità di emozioni che sono Universali proprio perché “il mondo vive / quando due si amano”.
Lara Elia

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…Io sempre io… – 2008

…l’imprevisto non frena né avvilisce la scrittrice che si fa rapace di pagine e dunque di parole vive…come Prometea ruba il fuoco del verbo all’eternità e lo doma e lo dona.
Così questo farsi ladra presso gli dei rivela la strada per tradurre il mistero della vita e della morte in sensazioni che stanano energia e volitivo porsi nel mondo per converso.

...Io sempre io...
…Io sempre io…

Il suo lamento pro foemina, che s’alza sempre più forte dalle estreme terre di chi ha conosciuto la morte di persone care o l’orrore delle guerre, per arrivare alle altrettanto estreme contrade dell’energia del puro piacere, non si veste mai degli abiti dimessi della rinuncia e della sottomissione: nel simposio corale delle amiche (Amiche restate con me), Marisa Giaroli cerca il suo nucleo vitale, il senso delle sue mature esperienze dell’infanzia in Val Padana e degli anni successivi segnati da momenti e situazioni mai accettati supinamente, sempre piuttosto interpretati come base di crescita e interpretazione delle forze che regolano gli stessi cicli vitali così come il segreto della saggezza.
Il “non so più chi sono questa sera” si colora allora inoltre del sapore di scelte affettive che, senza falsi pudori, fanno assaporare l’oltre: l’inconfessabile dei tempi remoti ora trova conforto asilo e immediatezza in versi e gesti quotidiani.
La donna che rapisce il verbo e con altrettanta dolcezza lo distribuisce nei grappoli delle liriche ne fa frutta semplice e prelibata che esorta a saziarci del vero “noi”.
L’io altro, tanto amato da Arthur Rimbaud, nelle parole chiare di Marisa Giaroli si coglie senza bisogno di complicate simbologie e metaforici percorsi filosofici.
In queste liriche si respira l’aria di una dolente ma insieme serena capacità di cogliere l’attimo fuggente: il suo “carpe diem!” è discreto ma imperativo.
A.S. Laddor

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Canoni e contrappunti – 2014

Canoni e Contrappunti narra dell’amore lesbico tra le due donne che danno il titolo all’opera.

Canoni e Contrappunti
Canoni e Contrappunti

Carmen scopre di essere attratta dal suo stesso sesso solo dopo essersi sposata e pur non avendo mai avuto esperienze con altre donne; ottenuto l’annullamento dal Tribunale ecclesiastico inizia per lei un periodo di dubbio e di ricerca che solo grazie all’incontro con Lara, una psicoterapeuta lesbica anch’essa, riuscirà a risolvere.

Per Carmen si apre il periodo della maturità interiore; ormai consapevole di sé, può decidere autonomamente della propria vita e delle proprie scelte, pur andando contro le granitiche basi culturali della provincia padana in cui è nata e cresciuta.
Durante un funerale Carmen vede una donna, Gilda, che da subito la colpisce e la affascina. Si imbatte nuovamente in lei in banca e, scoprendo che ne è presidente, le si rivolge per ottenere un prestito per la sua azienda. Per Carmen inizia una stagione di passione altalenante fra gioia e dolore. Ormai innamorata di Gilda, le si dichiara apertamente ma riceve dall’altra continui e inspiegabili rifiuti. L’alchimia, fra loro, è reale e tangibile. L’improvvisa partenza di Gilda getta Carmen nel dolore più assoluto. Solo dopo molto tempo, ancora indebolita dal dolore ma non rassegnata, Carmen vola a Malta, Paese natale di Gilda, con la speranza di trovarla lì, come accade.

Romanzo d’amore, ma non solo, Canoni e contrappunti affascinerà il pubblico per la sfrontata delicatezza che lo caratterizza, grazie alla quale anche le situazioni più scabrose sono mitigate e non cadono nel morboso, pur non perdendo mai quella sensualità così terrena e palpabile che ne è parte fondamentale.

Il romanzo, inoltre, unisce in sé due anime: una concreta, legata alla terra e alle sue tradizioni, e una ribelle, spontanea e originale che accantona con semplicità quelle stesse tradizioni per seguire i suoi sentimenti e il suo modo di essere. In Carmen e nella sua famiglia si legge la storia di una Nazione intera, dalla guerra alla ricostruzione, al successo ottenuto con anni e anni di duro lavoro, dal periodo delle ideologie a quello, forse più complesso, del crollo di quelle stesse ideologie. È lei a narrare in prima persona la propria esperienza, e lo fa con una sincerità a tratti disarmante.
Dopo il successo di pubblico e critica di Perché non lei?, Marisa Giaroli entra nuovamente nel mondo femminile con questo suo nuovo romanzo, che attraverso la storia di Carmen, protagonista assoluta e decisamente riuscita, narra non solo una vicenda intima e privata ma soprattutto i limiti di una società ancora troppo legata alle sue origini che nega, testarda e assurda, l’amore tra due persone dello stesso sesso.

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La vera storia di Olga Reza Lukianova – 2013

Immaginate di innamorarvi o di essere attratti da qualcuno.
Immaginate di credere che questa persona sia quella che sembra, ciò quella che vi appare.

La vera storia di Olga Reza Lukianova
La vera storia di Olga Reza Lukianova

Poi tutte le certezze vengono sovvertite e vi trovate dinanzi una persona affatto diversa da ciò che sembrava e che voi immaginavate.
Tuttavia il sentimento non cambia, questo è la forza ma anche il dolore più grande.

Innamoramento, amore amicizia e impegno sociale sono le forze che tengono insieme i personaggi di questa storia particolarmente avvincente, in cui non mancano colpi di scena.
I pregiudizi non sono ammessi.

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