Recensioni su Amazon

Ho deciso di proporvi tre recensioni della vecchia edizione che sono state pubblicate su Amazon. Ho lasciato anche l’indicazione delle “stelline”, il massimo è cinque.
Come potete immaginare, i pareri del lettore sono molto importanti per lo scrittore. Quindi grazie a queste persone che hanno dedicato il loro tempo sia alla lettura sia alla condivisione dei loro pensieri.

Perchè non lei
4,0 su 5 stelle
Vorrei congratularmi con la scrittrice per il modo pulito, privo di volgarità, con cui ha trattato un argomento attuale ma per molti ancora non sempre accettabile. La storia sa di autobiografico, in grado di procurare emozioni intense e dolcissime, direi di intensa tenerezza. Unica nota negativa, non scende mai nei particolari nei momenti più intimi che a mio parere non bisogna lasciare solo all’immaginazione di chi legge, perché così è come privare il contenuto della parte più bella, più profonda, più dolce. Comunque complimenti e grazie per le belle emozioni che mi ha fatto provare. Antonio
(Amazon, dicembre 2013)

 

Da compagnia
4,0 su 5 stelle
Una volta capito il modo di scrivere dell’autrice tutto è semplice.
Veloce, leggero e ottimista.
lo rileggo con piacere.
È il libro che porti volentieri con te.
(Amazon, marzo 2014)

 

Un romanzo fatto bene
5,0 su 5 stelle
Veramente un bel libro, un romanzo che consiglierei è difficile trovare storie così… complimenti , la scrittrice lo descrive in modo scorrevole, ogni pagina ti cattura.
(Amazon, luglio 2014)

 

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“Perché non lei” mi ha molto emozionata

La prima recensione di “Perché non lei” è arrivata sul mio profilo Facebook da Rossella M.
Eccola.

Ciao Marisa, piacere di conoscerti (si fa per dire). Ho appena finito di leggere il tuo libro “Perché non lei” e ci tenevo a dirti che mi è piaciuto molto, mi ha emozionato molto, mi ha tenuta avvinghiata a lui fino alla fine! Di entrambe le protagoniste riesci a trasmettere bene stati d’animo. Veramente non sono riuscita a staccarmi… Si avverte già molto prima della fine quale sarà la conclusione (l’amore trionferà), eppure si rimane incollate perché per certe scene ci si chiede come verranno risolte: ad esempio quella dello schiaffo di Andrea a Nicole, che ho apprezzato molto… Primo per lo schiaffo che fa uscire Andrea per un attimo dal personaggio dolce e tenero, comprensivo che accetta tutto, e le dà invece anche quella forza e quella violenza di cui anche l’amore tra donne non è immune; secondo perché Nicole non fa quello che ci si aspetta forse in una scena del genere, fa per andarsene e poi invece si arrende a quello che sente e rimane e questo mi è sembrato molto femminile). Bè insomma mi è piaciuta questa scena, l’ho trovata molto forte e sentita vera, più vera di tante che si fondono più su luoghi comuni che sulla realtà delle cose… È la prima volta che leggo un tuo libro, ora vedrò di leggerne altri… Buona fortuna.
(Rossella M. – Facebook, 6 luglio 2019)

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Su “Canoni e contrappunti” e “La scala di Giacobbe” di Marisa Giaroli – Youcanprint Self-publishing.

Desidero iniziare questo commento critico con qualche considerazione sull’Autrice.  Non è una scrittrice facile, Marisa Giaroli; non certo per il suo stile, che è semplice, lineare, scorrevole, immediato, eccezion fatta per qualche passo di vera prosa poetica, ma per gli argomenti che affronta nei suoi romanzi. Tratta temi insoliti, inusuali per la narrativa, pur se con riferimento ad aspetti della vita molto più frequenti di quanto ci si aspetterebbe. In “Canoni e Contrappunti”, ha affrontato la questione dell’omosessualità femminile, argomento scabroso, realtà ignorata, tabù, come se anche relativamente all’omosessualità le donne fossero sempre un gradino sotto gli uomini. Lo ha fatto documentandosi, intervistando alcune dirette interessate, dando vita, quindi, a una storia realistica, in cui i protagonisti potrebbero essere quelli della porta accanto. Proprio per questo motivo il romanzo sconcerta, disorienta, turba il lettore, che scopre una realtà su cui si era poco o mai soffermato. Con la capacità di scrutare nell’animo umano sorretta da una grande abilità narrativa, l’Autrice  mostra lo sconvolgimento della protagonista nello scoprirsi attratta dalle persone del suo stesso sesso, la difficoltà ad accettarsi omosessuale in una società chiusa, perbenista, ipocrita e non preparata a una simile realtà, la vergogna di essere oggetto di occhiate furtive e sorrisetti. L’amore tra le due protagoniste è delineato con garbo, con delicatezza, con pudore, quasi a volerlo difendere, poiché sempre di amore si tratta, di un’intesa tanto profonda da essere evidenziata addirittura nel titolo. Pure l’Autrice non trascura di affrontare l’aspetto sessuale di una tale relazione sui quali non ci si sofferma per pudore, per imbarazzo, per vergogna quasi, aspetto evidenziato dalla madre della protagonista, che scioccata e perplessa, afferma: “Ma cosa fanno due donne?”.

In “La scala di Giacobbe” viene offerto al lettore un altro tema insolito, quello della consacrazione alla vita religiosa. Anche questo aspetto è molto lontano dalla nostra vita quotidiana caratterizzata da una corsa frenetica che non permette di soffermarsi su scelte di vita infrequenti, soprattutto nell’attuale tempo secolarizzato, salvo poi sorprendersi, a volte anche manifestando disapprovazione, se qualcuno di nostra conoscenza prende i voti. E Marisa Giaroli evidenzia, sempre col garbo che la caratterizza e le sue notevoli doti di psicologa, la grande difficoltà di un simile cammino, l’incertezza di aver fatto la scelta giusta, la paura di non essere in grado di affrontare le privazioni che una tale scelta di vita comporta, la solitudine e l’angoscia nella quale si precipita quando le prime prendono il sopravvento, il disperato bisogno di un sostegno che spesso manca.

E la protagonista, come anche gli altri personaggi principali, sono, quindi, esseri tormentati dalla loro insicurezza, dalla loro fragilità, in un ambiente, quello monastico, non privo di invidie, bassezze, dispetti, poiché i religiosi sono comunque esseri umani come tutti gli altri! E adombra, l’Autrice, argomenti ancora una volta scabrosi, come il tormentoso desiderio sessuale, la masturbazione e lo fa sempre con garbo, con delicatezza, aprendo appena uno spiraglio sull’argomento come si farebbe con una porta che dà su di un ambiente poco accogliente. Forse è proprio questo suo modo di procedere che turba. In un tempo in cui le espressioni triviali sono entrate nel linguaggio quotidiano, paradossalmente un linguaggio che di quelle espressioni è privo sorprende il lettore, che appare impreparato di fronte a tanta finezza!

E in questo romanzo, dei personaggi vengono analizzate tutte le sfaccettature della loro personalità, la giovane donna perdutamente innamorata, la madre, la religiosa, la missionaria.

Torna, in questo romanzo, ampiamente sviscerato in “Canoni e Contrappunti”, il tema dell’accettazione di se stessi, accettazione delle proprie debolezze, delle proprie fragilità, pur nell’impegno di migliorarsi, con l’aiuto di Dio (“…la cosa più importante e difficile non è amare Dio ma lasciarsi amare da lui, poiché egli ci ama così come siamo”). Ecco, veniamo a un punto fondamentale. Marisa Giaroli è profondamente cattolica, osservante, praticante. La sua fede è intimamente posseduta. Eppure, come si evince dalla lettura dei suoi romanzi, non è bigotta. Madre di quattro figli, impegnata da sempre nel sociale e per la difesa dei diritti delle donne, è ben calata nella realtà attuale, della quale non ignora nessun aspetto. È questa la sua forza, come donna e come scrittrice, poiché il lettore la sente vicina, pur nella trattazione di argomenti lontani dalla sua quotidianità, lontani, ma poi forse neanche tanto. Tutte le scelte di vita alla lunga si rivelano difficili. È forse facile essere coniuge o genitore? La stanchezza, la percezione della propria inadeguatezza non assale forse anche i laici? Quel disperato bisogno di fuggire, di sottrarsi alle proprie responsabilità non è forse talvolta avvertito anche da essi? In quest’ottica, Marisa Giaroli parla anche al non credente e, attraverso le parole della protagonista, suggerisce: “…che nulla è per caso, che ogni avvenimento fa parte di un disegno più vasto”, che lo si voglia chiamare progetto di Dio per ciascuno di noi o destino.

L’impianto narrativo di entrambi i romanzi è robusto, con sottotrame che delineano le vicende dei personaggi minori. Le storie, complesse, avvincono il lettore e lo sorprendono con imprevedibili colpi di scena.

In entrambi i romanzi, emerge, tramite i suoi personaggi, il grande amore dell’autrice per la natura e per la sua terra, per le morbide alture dell’appennino tosco-emiliano, per la vita campestre scandita dall’avvicendarsi delle stagioni e dalle attività agricole.

Quelli di Marisa Giaroli sono romanzi di cui consiglio caldamente la lettura, avvincenti e, al contempo, profondi; inducono riflessioni, seminano, lasciano qualcosa al lettore.
Ester Cecere (Youcanprint, 12 febbraio 2019)

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Recensione libro: “Il passato di Lisa Krall” – Marisa Giaroli

Cosa può scompigliare e sconvolgere la vita di una donna impegnata solo con il lavoro? Una intensa storia d’amore raccontata da Marisa Giaroli.

Ci sono tanti modi per amare, per essere donna, per essere madre. Lisa Krall è una donna affascinante, ricca, decisa. Una donna che, dietro un’apparente sicurezza, nasconde segreti dolorosi e insicurezze. Fragilità sopite che si manifestano, in tutta la loro forza disarmante, quando sulla propria strada Lisa incontra Martino Taldi, pittore di talento e uomo dalla profonda sensibilità, che ben presto la coinvolge in una storia d’amore intensa e totalizzante. Una passione che, tuttavia, si scontra con il passato irrisolto della Krall, con i suoi fantasmi, con un’immagine pubblica da mantenere di fronte agli occhi della Milano-bene, dei pettegolezzi, del mondo dell’arte cui Martino, suo malgrado, appartiene. A volte la felicità si manifesta in modo insolito e serve tempo per comprenderla, per accettarla. Altre volte basta abbandonarsi a essa, fiduciosi. Altre volte ancora, prima di essere felici bisogna perdonare se stessi, convivere con quanto è accaduto, imparare ad amarsi, oltre che ad amare.
Una storia avvincente che trascina il lettore.

Vale la pena di sottolineare che la copertina è tratta dall’olio su tela “Roccia dell’Orso” di Elena Fontanesi.
Il romanzo di Marisa Giaroli è disponibile su Youcanprint e su tutti i siti di vendita online.

 

Chi è Marisa Giaroli
È nata a Reggio Emilia, dove risiede. Ha svolto la sua attività professionale presso la scuola e presso il Provveditorato Studi fino al pensionamento. Per diversi anni ha fatto parte dell’Associazione Nazionale della Pace, per la quale ha visitato i campi profughi della Palestina e dell’ex Iugoslavia e si è recata in vari Paesi esteri con aiuti umanitari tra cui l’Albania. Nel 1989 è stata in Israele come inviata per l’iniziativa europea “Time for Peace”, conclusasi a Gerusalemme tra sangue e lacrimogeni. Da sempre impegnata in politica e in favore delle donne, nel 1990 ha ricevuto il “Premio alla Cultura” istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per due mandati ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Ater Balletto, che ha seguito in varie tournée, tra le quali spicca quella a San Francisco, nel maggio del 1995, dove la compagnia ha preso parte alla settimana mondiale del balletto, l’United We Dance ad International Festival. Nel 2011, assieme ad altre volontarie, ha fondato l’Associazione Reggiana Neuro-oncologica onlus, che presta servizio nel reparto ed è a disposizione dei famigliari e dei pazienti. L’Associazione ha anche realizzato nel reparto di neurologia una biblioteca a disposizione dei ricoverati e dei pazienti. Onde fornire la biblioteca di testi dal 2011 è stato istituito il Premio di narrativa e poesia edita “Città del Tricolore”.
Ha pubblicato numerosi romanzi e raccolte di poesie e vinto numerosi premi. Tutte le informazioni si trovano sul suo blog.
(Finanza&Lambrusco, Cultura, 2 febbraio 2019)

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MARISA GIAROLI E IL SUO ROMANZO STORICO “CONCERTO D’ADDIO”

Oggi incontriamo un’interessante scrittrice Emiliana, Marisa Giaroli, nata a Reggio Emilia, dove risiede. Sposata, ha 4 figli e 4 nipoti.

Per diversi anni ha fatto parte della Associazione Nazionale della Pace, per la quale ha visitato i campi profughi della Palestina e dell’ex Iugoslavia. Si è recata in vari Paesi con aiuti umanitari tra cui l’Albania.

Nel 1989-90, dal 29 al 31 dicembre quale inviata è in Israele per l’iniziativa europea Time for Peace che si conclude a Gerusalemme tra sangue e lacrimogeni.

La trama del suo romanzo “Concerto d’addio” si svolge appunto tra l’Italia e Israele. In questi giorni è possibile scaricare gratuitamente l’e-book da Amazon.
Annamaria, Stella e Beniamino sono i protagonisti di un intrigante romanzo storico che si svolge tra Italia e Israele. La storia ha inizio negli anni sessanta quando il nostro Paese era tutto un fervore industriale ed era facile trovare lavoro.
Annamaria è giovane, bella e innamorata. Ma la vita ha in serbo per lei alcune sorprese che la renderanno cinica e capricciosa.
Stella crede di aver perso tutto e invece incontra di nuovo l’amore. Ma anche le due carte saranno scompigliate proprio quando sul suo volto c’era di nuovo il sorriso.

E Beniamino? Chi è in realtà il valente pianista e direttore d’orchestra che si esibisce sui palcoscenici dei teatri più prestigiosi del mondo entusiasmando il pubblico? Perché è infelice? Cosa sta cercando? Forse qualcosa che si è perduto negli anni della sua giovinezza.

Fin dalle prime pagine di questo avvincente romanzo storico, Marisa Giaroli immerge il lettore in un’atmosfera densa di aspettative e di interrogativi, facendolo sentire complice e partecipe delle vicende dei protagonisti, fino a quando…

Non vi resta che scaricare l’ebook per entrare nel vivo di questa avvincente storia. Buona lettura da Caterina Ruggeri e Stefano Vignaroli.

(venerdì 13 ottobre 2017, Caterina Ruggeri Blog)

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Un viaggio nell’animo femminile

È da poco uscito il nuovo romanzo di Marisa Giaroli, La scala di Giacobbe. Straordinariamente acuta e sensibile, l’autrice ci accompagna anche stavolta in un viaggio nell’animo femminile, indagandone con il garbo e la delicatezza che da sempre la contraddistinguono un aspetto spesso nascosto, quasi troppo intimo per parlarne, anche se mediato dall’invenzione narrativa: il rapporto con la fede. Una fede che a volte sentiamo lontana, che ci sembra di non avere – o almeno di non avere abbastanza – , una fede che ci mette di fronte alle nostre emozioni più segrete. Carla, la sua protagonista, eroina e antieroina al medesimo tempo, vive con animo inquieto la vocazione che la porta a donarsi a Dio; divisa tra un “prima” che non riesce a dimenticare e un “adesso” cui è difficile adattarsi, lotta contro se stessa per comprendere, prima ancora che accogliere, il messaggio che Dio le ha inviato.

La “scala di Giacobbe” del titolo, riferimento naturale alle Scritture, non è altro che un ponte tra cielo e terra, un modo per gli uomini di ritrovare la fede che credono di aver perso, confusi da una società troppo spesso vuota e impotente. Questo ponte altri non è che Carla stessa: lontana dall’essere un esempio di virtù religiosa, così come il romanzo che ne racconta la vicenda tutto può considerarsi fuorché un’opera “contemplativa”, questa donna trae proprio dal suo essere “nel” mondo la forza necessaria per guardarsi dentro, accettare la propria vocazione e trovare la giusta strada per mettersi veramente al servizio della Provvidenza.
Silvia Beldinanzi

(Recensione arrivata via email, febbraio 2018)

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Una scala con tanti pioli

La Scala di Giacobbe è il nuovo romanzo di Marisa Giaroli Fornaciari, nota nell’ambiente reggiano non solo per la sua attività letteraria ma anche per la sua presenza attiva nell’ambito familiare e sociale.

Una scala con tanti pioli, non sempre regolari, anzi spesso sbilanciati, da far pensare ad una rottura improvvisa. Ma la scala regge: evidentemente il progetto non solo aveva previsto, ma aveva messo in conto i pioli sbilanciati. Su questa scala la fantasia narrativa della Giaroli Fornaciari ha collocato la vicenda di Carla Rolli. Vicenda sconvolgente, racchiusa tra due incontri: l’incontro di Carla con quello che sarà poi il padre della sua bambina, Sara, nel garage sotterraneo di un palazzo:; l’incontro di Carla – ora Suor Micaela- con la sua “bambina”, Sara nel giorno in cui questa si sposa ( e si sposa proprio nella chiesa del monastero diretto dalla madre) Nell’incontro iniziale il giovane Giampiero non sa che la ragazza che ha davanti, poco prima ha ucciso un uomo; nell’incontro finale, Sara, non sa (forse non lo saprà mai)che la monaca che ha davanti – e che la bacia con tanta intensità- è la madre. Una vicenda sconvolgente, non priva di situazioni scabrose,che la scrittrice mette in contatto con l’ambiente – si direbbe- meno adatto, un convento di suore e un monastero. La Giaroli Fornaciari ce lo presenta nel suo vero clima, ben lontano dagli stereotipi del cinema e dei giornali. È un clima sereno in cui vivono e si muovono persone vive, libere, gioiose. Fra queste spicca suor Matilde, donna meravigliosa, vera sintesi di spiritualità e umanità; e la Generale, una monaca che sa leggere nel cuore delle persone che incontra, e per la quale la persona umana vale più di ogni regola.

In questo clima Carla riesce a superare i suoi traumi, compreso il trauma della possessione diabolica ( e dell’esorcismo), tema che la scrittrice affronta con serietà e sobrietà, attenta evidentemente a non enfatizzarlo e a tenerlo nelle sue giuste dimensioni. Un romanzo bello e buono “La Sala di Giacobbe” Bello nello stile: appassionato, ma scorrevole, e coerente dall’inizio alla fine; buono come contenuto: non per i fatti narrati, ma per la lettura che ne viene fatta. Una lettura spirituale, in quanto obbliga ad andare al di là della scala, per scoprire il progetto, anzi l’architetto. Vale la penna qualche volta chiudere la televisione per leggere un libro come questo: vi si respira aria sana. E ne abbiamo bisogno, tanto bisogno.
Guerrino Orlandini

(Youcanprint – febbraio 2018)

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Amore e passione

Amore e passione sono sentimenti universali che però possono trovare tante diverse espressioni. La scrittrice reggiana Marisa Giaroli in ogni libro ne individua una diversa. Per la sua ultima fatica – La Scala di Giacobbe, ediz. Youcanprint .
Il “segreto” narrativo di Marisa Giaroli sta nel tema base sempre intrigante dell’opera sul quale la scrittrice elabora puntualmente una serie di riflessioni che vanno molto oltre il “leitmotiv”. La narratrice reggiana affronta nel nuovo libro i sentimenti di una mamma, costretta,suo malgrado a scegliere il convento per evitare l’arresto per omicidio. La donna comincia così a salire i gradini di una scala, la Scala di Giacobbe, attraverso la quale le persone consacrate sono chiamate ad aiutare l’uomo a ritrovare Dio.

Dalla passione carnale, sempre affrontata da Giaroli con realismo ma anche con stile ed eleganza, alla sofferta vocazione il passaggio è graduale e ricco dei flashback che imprimono come di consueto alla sua narrazione il ritmo della sceneggiatura. La scrittrice dapprima strizza l’occhio al lettore cimentandosi nel poliziesco, poi lo impegna via via in tematiche sempre più profonde. La più bella pagina del romanzo è rappresentata dal colloquio tra la monaca e un presuntuoso cardinale, colloqui doppiamente vincente per la protagonista perché il prelato finirà per chiederle perdono

E perché da qui inizia il cammino che la porta ed essere nominata madre generale del suo ordine.
Bruno Cancellieri

(Youcanprint – febbraio 2018)

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Concerto d’addio di Marisa Giaroli

CONCERTO D’ADDIO

Marisa Giaroli
Editore: Amazon
Pag.:240
Prezzo: €12,47 – ebook: €2,99

IL LIBRO:
Il nuovo romanzo di Marisa Giaroli affronta un tema caro all’autrice: l’amore. Questa volta il sentimento è declinato in modo sofferto. I protagonisti Annamaria, Marco, Stella e Beniamino vivono la loro storia attraversando guerre, incidenti e incomprensioni. Anche l’ambientazione è molto suggestiva. Il romanzo, infatti, vive tra l’Italia e Israele. Annamaria è molto bella e un po’ capricciosa, di lei si innamorano tutti, anche il suo compagno di classe Marco e l’avvocato Ninnò. E sarà proprio quest’ultimo a mettere in una situazione molto difficile la ragazza e a costringere Marco a fuggire. E quell’incidente segnerà profondamente Annamaria, rendendola egoista e cinica. Marco scappa, ma il destino non è generoso con lui. Stella vive in Israele è una stimata ufficiale dell’esercito. Sulla sua strada incontrerà Beniamino, un giovane con un passato misterioso. Ma si sa l’amore è cieco… Beniamino da semplice soldato arriva a dirigere la Jerusalem Orchestra e a diventare un musicista acclamato in tutto il mondo. Ma anche in questo caso il fato ci mette lo zampino e Beniamino si ritrova solo sino a quando incontrerà Annamaria e… sarà amore. Le vite dei personaggi si intrecciano coinvolgendo pagina dopo pagina il lettore che non riesce a staccarsi dalle mille avventure che vivono. E sullo sfondo Israele e la provincia italiana con le sue meschinerie e le sue piccole e grandi vendette.

L’AUTRICE:
Scrivere per lei è come una malattia. Una malattia che, in alcuni momenti, diventa pressante, rinvigorita da un fatto di cronaca, un episodio che le hanno raccontato o a cui ha assistito. E così qualcosa si accende, scatta la fantasia e il desiderio di scrivere. All’inizio si è dedicata alla poesia, ma il suo impegno più importante era crescere i suoi quattro figli. E solo quando loro son o diventato autonomi e indipendenti, ha lasciato il lavoro per dedicarsi alla sua grande passione: scrivere romanzi. Per diversi anni ha fatto parte della Associazione Nazionale della Pace, per la quale ha visitato i campi profughi della Palestina e dell’ex Iugoslavia. Si è recata in vari Paesi con aiuti umanitari tra cui l’Albania. Nel dicembre 1989 è stata in Israele quale inviata per l’iniziativa europea Time for Peace. Nel 1990 ha ricevuto il premio alla cultura istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 1991, ha fatto parte della delegazione che si è recata a Fort Worth (Dallas – Texas) per il gemellaggio di quella città con Reggio Emilia. Per due mandati ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Ater balletto e ha seguito la compagnia in varie tournée in Italia e all’estero. Anche a San Francisco, nel maggio 1995, dove Ater balletto ha partecipato all’United We Dance ad International Festival, la settimana mondiale del balletto. Nel 2011 con altre volontarie ha fondato l’Associazione Reggiana neuro oncologica onlus di cui è presidente. L’Associazione presta servizio nel reparto ed è a disposizione dei famigliari dei pazienti. L’Associazione ha anche realizzato nel reparto di neurologia una biblioteca a disposizione dei ricoverati e dei pazienti. Per raccogliere nuovi testi, ha istituito il premio Città del Tricolore di narrativa e poesia edita, giunto alla terza edizione. È nata e vive a Reggio Emilia con la sua numerosa famiglia.
Marco Tiano
(Il Giallista – novembre 2017)

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Concerto d’addio

Marisa Giaroli ha scritto tanti romanzi e ha vinto tanti premi, ma a “Concerto d’addio” è molto legata, le ricorda l’inizio della sua carriera di scrittrice e non solo. Anch’io ho sviluppato un legame con questa opera e con i suoi personaggi, ho trascorso molte ore con loro, ne ho seguito le avventure, le felicità e i dolori. In un certo senso, ho contribuito a renderli quello che sono. Vi svelo il mistero: ho curato l’editing di “Concerto d’addio”. Quindi se ne parlo bene ho validi motivi. Ne conosco la trama e la scrittura nei minimi dettagli. So con quanto impegno e cura l’autrice lo ha scritto.

Come sapete io non propongo i riassunti del romanzo, la sinossi la trovate sulla bandella o sulle pagine degli store online, preferisco raccontarvi le mie emozioni leggendo e proporvi brevi interviste agli autori.

Iniziamo dalle emozioni. Il vero protagonista è l’amore in una storia che si dipana tra l’Italia e Israele, attraversando decenni tra guerre e lotte di potere. E poi c’è la musica che accompagna tutto il romanzo. Annamaria e Stella, due donne completamente diverse, hanno suscitato in me dolcezza, affetto, rabbia, insofferenza. Ho cercato di capire le motivazioni di entrambe e non sempre ci sono riuscita, ma sicuramente sono molto vitali e ben disegnate. Allo stesso modo mi hanno avvinta le vicende di Ben e Marco, anche in questo caso non dico di più per non svelare gli intrecci. Che vi garantisco sono molto complessi.
Grazie al romanzo, ho scoperto una Israele che non conoscevo e che mi ha affascinata.
Infine, vi posso assicurare che se inizierete a leggere difficilmente riuscirete a smettere perché la storia e l’umanità dei protagonisti vi terrà incollati alle pagine.

Ed ora cedo la parola a Marisa Giaroli che ci racconterà qualcosa in più sul romanzo e sui suoi personaggi, ovviamente senza svelarvi nulla perché la trama è piena di colpi di scena e di suspense.

D. Perché hai deciso di riprendere un romanzo scritto molti anni fa?
R. Quando nel 1987 pubblicai “Concerto d’Addio” i computer non esistevano. Per stare al passo con i tempi, ho deciso di trascrivere i romanzi pubblicati a suo tempo, utilizzando questo meraviglioso strumento. Ne ho approfittato per rivedere e approfondire alcune parti. La seconda edizione ha dato l’opportunità a più persone di conoscerlo e leggerlo. Ed ora penso che lo farò anche con altri romanzi.

D. Una parte della storia è ambientata in Israele, c’è un motivo particolare?
R. Quando scrivo una storia, mi piace muovere i personaggi in luoghi che conosco personalmente. Prima di scrivere il romanzo ero stata tre volte in Israele. Avevo avuto la possibilità di visitare e dormire in un kibbutz. In quel luogo avevo conosciuto anche donne soldato tra cui una a cui mi sono ispirata per descrivere Stella. Inoltre, Israele si prestava bene per accogliere e dare ospitalità a personaggi quali Marco Vecchi e Beniamino Fotman.

D. Qual è stata la parte più difficile da scrivere?
R. Una certa difficoltà l’ho trovata nel descrivere Annamaria, una donna sicuramente particolare, ho fatto molta fatica a rendere gli aspetti più cattivi della sua personalità. Lei sogna di avere un amore, una vita sicura ma è incapace di vivere un rapporto vero. Altre pagine che hanno richiesto un certo impegno sono state quelle in cui ho descritto i tormenti di Stella e il travaglio di Ben. E non aggiungo altro per non togliere la sorpresa al lettore.

D. E la parte più divertente?
R. Concerto d’Addio non è sicuramente un romanzo divertente. È una storia d’amore con personaggi che soffrono, che cercano di realizzarsi nonostante le difficoltà che incontrano. Ci sono anche parti gioiose. In realtà tutta la stesura mi ha coinvolta in modo particolare.

D. A chi è rivolto il tuo libro?
R. A chiunque ami le storie d’amore un po’ movimentate.

D. Stai lavorando a un nuovo romanzo?
R. Sì. Avere una nuova storia da scrivere aiuta la mente a rimanere giovane, e dà anche la possibilità di esprimere sentimenti e di raccontare come affrontare le varie situazioni che a volte siamo chiamati a vivere.

(Recensione e intervista a cura di Marinella Zetti)

Chi è Marisa Giaroli
Marisa Giaroli è nata a Reggio Emilia, dove risiede.
Sposata, ha 4 figli e 4 nipoti.
Diploma Istituto Magistrale e Triennio Teologico Pastorale per l’insegnamento della religione nelle scuole di I° e II° grado.
Il primo dicembre 1957 sull’aeroporto di Reggio Emilia ha compiuto il suo primo volo come paracadutista.
Ha svolto la sua attività professionale presso la scuola e presso il Provveditorato Studi fino al pensionamento.
Per diversi anni ha fatto parte della Associazione Nazionale della Pace, per la quale ha visitato i campi profughi della Palestina e dell’ex Iugoslavia. Si è recata in vari Paesi con aiuti umanitari tra cui l’Albania.
Nel 1989-90, dal 29 al 31 dicembre quale inviata è in Israele per l’iniziativa europea Time for Peace che si concluse a Gerusalemme tra sangue e lacrimogeni.
Si è sempre impegnata in politica e in favore delle donne.
Nel 1990 riceve il premio alla cultura istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nel 1991, dal 16 al 23 settembre ha fatto parte della delegazione che si è recata a Fort Worth (Dallas – Texas) per il gemellaggio di quella città con Reggio Emilia.
Per due mandati ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Ater balletto, ha seguito la compagnia in varie tournée in Italia e all’estero. Tra queste quella a San Francisco, nel maggio 1995, dove Ater balletto ha preso parte alla settimana mondiale del balletto, l’United We Dance ad International Festival.
Nel 2011 con altre volontarie ha fondato l’Associazione Reggiana neuro oncologica onlus di cui è presidente.
L’Associazione presta servizio nel reparto ed è a disposizione dei familiari dei pazienti. L’Associazione ha anche realizzato nel reparto di neurologia una biblioteca a disposizione dei ricoverati e dei pazienti.
Onde fornire la biblioteca di testi dal 2011 l’Associazione ha istituito il premio Città del Tricolore, di narrativa e poesia edita giunto alla terza edizione.
La potete seguire sulla sua pagina Facebook o visitare il suo blog.

(Leggereonline.com – gennaio 2018)

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