Canoni e contrappunti, aprile 2015

La recensione è stata pubblicata da Chiara, nello Spazio Autrici del Blog Letterario Chiarasangels.net

Canoni e contrappuntiCanoni e contrappunti
Marisa Giaroli
Corsiero Editore, 2014
Pagg. 187, € 12

Carmen si chiama così perché ai suoi genitori piace l’opera. Tutto quello, però, che i suoi familiari vorrebbero che fosse finisce qui. Anche se ha preso le redini dell’azienda di termoidraulica fondata dal padre e se vive accanto ai suoi nella proprietà agricola di cui un tempo i suoi nonni erano mezzadri, nella pianura Padana, Carmen sente che la sua strada non può essere quella che è stata tracciata per lei. L’occasione per capirlo è il matrimonio – più amicizia che passione – con il ragazzo che tutti reputano “giusto”, ma che in realtà non può esserlo. Perché, per Carmen, nessun uomo può essere giusto.
Una donna, però, forse sì.
Lasciandosi dunque alle spalle Massimiliano, Carmen intraprende, dapprima con timidezza ed esitazione, poi con sempre maggior coraggio, un percorso alla scoperta della sua vera identità. Che, attraverso le necessarie tappe, la porta a un incontro, casuale come sempre sono gli eventi destinati a cambiare una vita, che dovrà segnare il suo futuro. Gilda ha quarant’anni, un posto di responsabilità come presidente di una banca e, in apparenza, nessuno spazio nel suo cuore per una relazione. Ma l’amore che Carmen le offre, con spontaneità ed estrema sincerità, può bastare per entrambe. Divorata da questo sentimento fortissimo, devastante, oscuro perché sembra non ricambiato, Carmen si annulla fin quasi a perdere interesse per la vita. Ma mai per Gilda: che, se ha spezzato il “soffitto di cristallo” sul lavoro, sembra avere dentro di sé un blocco ben più difficile da infrangere. Carmen, però, non si arrende…

In questo romanzo, l’ultimo di una lunga serie per l’autrice reggiana, ma non il solo dedicato a una storia al femminile (ricordiamo Perché non lei?), Marisa Giaroli – ex insegnante, 4 figli e altrettanti nipoti – tratteggia con maestria un sentimento difficile a rappresentarsi sulla carta: la scoperta dell’amore e il suo alimentarsi di piccole cose, quasi di niente, restando ciò nonostante passione bruciante, il motore più forte della vita umana. E, nello stesso tempo, un oggetto molto delicato da maneggiare. Come dice a Carmen l’amica psicologa Lara,

“Non t’imporre niente. Sarà il tuo cuore a dirti quando cercarla e allora dovrai muoverti senza paura. Con fiducia e coraggio. Perché una storia d’amore non è mai come noi la vorremmo ma segue dei percorsi sconosciuti, imprevedibili a volte.”

(Chiara, chiarasangles.net, 7 aprile 2015)

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Una cascata di parole d’amore, luglio 2013

E’ come se ogni lirica fotografasse brevi istanti di vita densi d’amore e di passione.
Attimi connotati da emozioni profonde che sono tanto più forti quanto più costrette al silenzio ed alla solitudine. Il desiderio che non può trovare soddisfazione  si trasforma in tormento, illusione, malinconia. Ma è anche fonte di immensa tenerezza ed è una forza dirompente che riempie gli anni  del crepuscolo di “vitalità feconda”.
L’amore a volte si fa rincorrere e sfugge tra le dita propriocome il tempo che passa inesorabile, ma rincorrerlo stimola la fantasia e la voglia di respirare a pieni polmoni il tempo presente.
Spesso l’amore, soprattutto quello con la “A” maiuscola, fa arrabbiare e soffrire, ma è una sofferenza che nutre e che vale sempre la pena provare, perché rianima le stanche membra e perché “il mondo vive quando due si amano”.
Questo è il messaggio che sembra pervadere la raccolta. Che l’amore, a qualunque età ed anche quando rimane inappagato, regala un’energia speciale ai giorni ed al cuore.
E’ una forza inarrestabile e potente che riesce a “trasformare i sogni in stelle” e il dolore in dolce poesia.
Dott. Rosanna Gandolfi, psicologa
(email, Luglio 2013)

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Canoni e contrappunti, intervista settembre 2015

Intervista a Marisa Giaroli, a cura di Elena Romanello

Marisa Giaroli, scrittrice e poetessa, ha pubblicato vari libri in cui ha affrontato tra l’altro il tema, per certi versi attualissimo ma di cui si parla spesso a sproposito, dell’amore tra donne. La sua ultima fatica è il romanzo Canoni e contrappunti, edito da Corsiero, storia di un amore che nasce tra le due protagoniste nella bassa Padana degli ultimi decenni. Le abbiamo chiesto alcune cose su questa storia, sui libri, sull’amore.

Com’è nata l’idea di Canoni e contrappunti?
Chi scrive a mio parere deve essere molto attento a quello che accade nel mondo, intorno a lui. In questi ultimi anni Canoni e Contrappuntisi parla molto di omosessualità, nel bene e nel male, anche a livello delle istituzioni. Alcuni Stati hanno approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, si parla sempre più della Teoria del Gender.
Mentre scrivi una storia cerchi di entrare nell’animo dei personaggi, in questo caso di una persona che ama una persona dello stesso sesso ne percepisci le sofferenze, le gioie le difficoltà a portare avanti la relazione

Nella storia, il personaggio di Carmen affronta un percorso tortuoso prima di riconoscersi come lesbica. Secondo te quali sono le principali difficoltà oggi per una donna che ama le donne nel nostro Paese?
Penso che le difficoltà siano comuni per entrambi i sessi, non solo per le donne, perché a tutt’oggi i pregiudizi nei confronti degli omosessuali sono ancora molto diffusi Spesso si pensa a loro esclusivamente in termini di sessualità e pratiche sessuali, ci si limita a chiedersi come facciano l’amore e non le si considerano come persone che una propria storia, affetti autentici e profondi. Questo rende difficile mostrarsi a tutti senza veli, confidarsi apertamente, alla pari. Le cose poi si fanno ancora più difficili se si vive in un paese di provincia dove tutti sanno tutto di tutti.

Nel tuo libro ci sono ben pochi stereotipi: per te quali sono le difficoltà e i pregi di scrivere di amore tra donne?Nei miei romanzi metto sempre in evidenza l’importanza dell’amore nella vita dell’uomo. Che ad amarsi siano persone dello stesso sesso o di sesso opposto nel mio scrivere non ha importanza. È l’amore a prevalere. Non è sempre facile parlare delle emozioni che l’amore genera si rischia spesso di cadere nel sentimentalismo. Ho raccontato la storia di una religiosa, di un notaio avanti negli anni che s’innamora di una giovane donna, di una ragazza alla ricerca della madre e ho cercato in ogni caso di esprimere l’importanza dell’amore nelle loro vite.

Cosa pensi della visione delle donne che si amano nei film, telefilm, romanzi? Quali sono stati i tuoi modelli in tal senso?
È un terreno che sta diventando sempre più fertile, c’è del buono e del meno buono, questo vale per film e romanzi.

Prossimi progetti?
Non progetto mai i miei romanzi, deve esserci qualcosa che accende la mia curiosità, il desiderio di sapere. Parto quando sento che ho qualcosa da comunicare, da condividere, quando mi sento coinvolta in una situazione.

(Liberi di Scrivere, 7 settembre 2015)
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