Un amore femminile nelle contraddizioni della vita fra paesani

Sigmund Freud scriveva lettere d’amore, intitolate “Märtchen”, a Martha Bernays, sua moglie, a teatro, in occasione delle uniche rappresentazioni da lui amate: la Carmen di Bizet. Lettere che descrivono l’andamento irrazionale degli impeti amorosi, dove ciò che ha senso perde del senso comune, e il susseguirsi degli avvenimenti contravviene ad ogni logica, come nel precipizio di Alice di Lewis Carrol, giù per la tana del coniglio. Carmen è la protagonista di “Canoni e contrappunti”, che imbrigliata nei canoni di una terra emiliana e delle sue tradizioni, irrompe nell’infrangersi delle rive dei dogmi, creando un contrappunto: Carmen si innamora, perdutamente, in modo bruciante e ossessivo di una creatura quasi inarrivabile, “oltre” la riva della canonica vita di paese. Carmen arde per Gilda.

GazzettaReggio-Giugno2016
Gilda, figlia di Rigoletto, l’intenso dramma verdiano di passione e amore, è la presidente dell’istituto bancario, cui la storica azienda di famiglia di Carmen chiede un finanziamento, ma che contro ogni aspettativa diviene oggetto del profondo e irrazionale amore di Carmen. In un intermezzo di tempi deboli e forti, nell’intervallarsi continuo tra ciò che canonicamente scorre e ciò che al contrario esonda, Carmen si mette a nudo nelle pagine che scorrono veloci, per confessare un’ossessione, una passione bruciante.
Amore inconvenzionale e passione scorrono nel romanzo come il fiume emiliano cui a fatica fanno da argine le parole di Don Francesco, parroco del paese: «In seminario non ci hanno educato a parlare di sesso e di tutto ciò che nell’umano è bello. Sì siamo stati ottusi, il tuo era un argomento di cui parlare sotto voce. Si faceva leva sul pericolo che un omosessuale potesse rappresentare in una comunità parrocchiale».
Una lettura insolita in cui la scrittrice Franca Giaroli rompe gli argini, sotto la dinamica fluviale della sua penna, creando una darsena ove ogni lettore può riconoscere i propri tormenti, le frustrazioni e le insicurezza, che sorgono a galla nel momento di navigazione più impervia della vita: l’amare.
Silvia Dello Russo

(Gazzetta di Reggio, 26 giugno 2016)

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