Concerto d’addio

Marisa Giaroli ha scritto tanti romanzi e ha vinto tanti premi, ma a “Concerto d’addio” è molto legata, le ricorda l’inizio della sua carriera di scrittrice e non solo. Anch’io ho sviluppato un legame con questa opera e con i suoi personaggi, ho trascorso molte ore con loro, ne ho seguito le avventure, le felicità e i dolori. In un certo senso, ho contribuito a renderli quello che sono. Vi svelo il mistero: ho curato l’editing di “Concerto d’addio”. Quindi se ne parlo bene ho validi motivi. Ne conosco la trama e la scrittura nei minimi dettagli. So con quanto impegno e cura l’autrice lo ha scritto.

Come sapete io non propongo i riassunti del romanzo, la sinossi la trovate sulla bandella o sulle pagine degli store online, preferisco raccontarvi le mie emozioni leggendo e proporvi brevi interviste agli autori.

Iniziamo dalle emozioni. Il vero protagonista è l’amore in una storia che si dipana tra l’Italia e Israele, attraversando decenni tra guerre e lotte di potere. E poi c’è la musica che accompagna tutto il romanzo. Annamaria e Stella, due donne completamente diverse, hanno suscitato in me dolcezza, affetto, rabbia, insofferenza. Ho cercato di capire le motivazioni di entrambe e non sempre ci sono riuscita, ma sicuramente sono molto vitali e ben disegnate. Allo stesso modo mi hanno avvinta le vicende di Ben e Marco, anche in questo caso non dico di più per non svelare gli intrecci. Che vi garantisco sono molto complessi.
Grazie al romanzo, ho scoperto una Israele che non conoscevo e che mi ha affascinata.
Infine, vi posso assicurare che se inizierete a leggere difficilmente riuscirete a smettere perché la storia e l’umanità dei protagonisti vi terrà incollati alle pagine.

Ed ora cedo la parola a Marisa Giaroli che ci racconterà qualcosa in più sul romanzo e sui suoi personaggi, ovviamente senza svelarvi nulla perché la trama è piena di colpi di scena e di suspense.

D. Perché hai deciso di riprendere un romanzo scritto molti anni fa?
R. Quando nel 1987 pubblicai “Concerto d’Addio” i computer non esistevano. Per stare al passo con i tempi, ho deciso di trascrivere i romanzi pubblicati a suo tempo, utilizzando questo meraviglioso strumento. Ne ho approfittato per rivedere e approfondire alcune parti. La seconda edizione ha dato l’opportunità a più persone di conoscerlo e leggerlo. Ed ora penso che lo farò anche con altri romanzi.

D. Una parte della storia è ambientata in Israele, c’è un motivo particolare?
R. Quando scrivo una storia, mi piace muovere i personaggi in luoghi che conosco personalmente. Prima di scrivere il romanzo ero stata tre volte in Israele. Avevo avuto la possibilità di visitare e dormire in un kibbutz. In quel luogo avevo conosciuto anche donne soldato tra cui una a cui mi sono ispirata per descrivere Stella. Inoltre, Israele si prestava bene per accogliere e dare ospitalità a personaggi quali Marco Vecchi e Beniamino Fotman.

D. Qual è stata la parte più difficile da scrivere?
R. Una certa difficoltà l’ho trovata nel descrivere Annamaria, una donna sicuramente particolare, ho fatto molta fatica a rendere gli aspetti più cattivi della sua personalità. Lei sogna di avere un amore, una vita sicura ma è incapace di vivere un rapporto vero. Altre pagine che hanno richiesto un certo impegno sono state quelle in cui ho descritto i tormenti di Stella e il travaglio di Ben. E non aggiungo altro per non togliere la sorpresa al lettore.

D. E la parte più divertente?
R. Concerto d’Addio non è sicuramente un romanzo divertente. È una storia d’amore con personaggi che soffrono, che cercano di realizzarsi nonostante le difficoltà che incontrano. Ci sono anche parti gioiose. In realtà tutta la stesura mi ha coinvolta in modo particolare.

D. A chi è rivolto il tuo libro?
R. A chiunque ami le storie d’amore un po’ movimentate.

D. Stai lavorando a un nuovo romanzo?
R. Sì. Avere una nuova storia da scrivere aiuta la mente a rimanere giovane, e dà anche la possibilità di esprimere sentimenti e di raccontare come affrontare le varie situazioni che a volte siamo chiamati a vivere.

(Recensione e intervista a cura di Marinella Zetti)

Chi è Marisa Giaroli
Marisa Giaroli è nata a Reggio Emilia, dove risiede.
Sposata, ha 4 figli e 4 nipoti.
Diploma Istituto Magistrale e Triennio Teologico Pastorale per l’insegnamento della religione nelle scuole di I° e II° grado.
Il primo dicembre 1957 sull’aeroporto di Reggio Emilia ha compiuto il suo primo volo come paracadutista.
Ha svolto la sua attività professionale presso la scuola e presso il Provveditorato Studi fino al pensionamento.
Per diversi anni ha fatto parte della Associazione Nazionale della Pace, per la quale ha visitato i campi profughi della Palestina e dell’ex Iugoslavia. Si è recata in vari Paesi con aiuti umanitari tra cui l’Albania.
Nel 1989-90, dal 29 al 31 dicembre quale inviata è in Israele per l’iniziativa europea Time for Peace che si concluse a Gerusalemme tra sangue e lacrimogeni.
Si è sempre impegnata in politica e in favore delle donne.
Nel 1990 riceve il premio alla cultura istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nel 1991, dal 16 al 23 settembre ha fatto parte della delegazione che si è recata a Fort Worth (Dallas – Texas) per il gemellaggio di quella città con Reggio Emilia.
Per due mandati ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Ater balletto, ha seguito la compagnia in varie tournée in Italia e all’estero. Tra queste quella a San Francisco, nel maggio 1995, dove Ater balletto ha preso parte alla settimana mondiale del balletto, l’United We Dance ad International Festival.
Nel 2011 con altre volontarie ha fondato l’Associazione Reggiana neuro oncologica onlus di cui è presidente.
L’Associazione presta servizio nel reparto ed è a disposizione dei familiari dei pazienti. L’Associazione ha anche realizzato nel reparto di neurologia una biblioteca a disposizione dei ricoverati e dei pazienti.
Onde fornire la biblioteca di testi dal 2011 l’Associazione ha istituito il premio Città del Tricolore, di narrativa e poesia edita giunto alla terza edizione.
La potete seguire sulla sua pagina Facebook o visitare il suo blog.

(Leggereonline.com – gennaio 2018)

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