Fra New York e Israele i colpi di scena di un giallo “gotico”

Prova di maturità della reggiana Marisa Giaroli che intesse una trama complessa seguendo un direttore d’orchestra

Concerto d’addio è il paradossale benvenuto dell’autrice Marisa Giaroli ad una cifra espressiva più matura, intessuta in uno stile che ricorda le architetture del romanzo gotico della mitteleuropa di fine ‘800, in quell’ atmosfera sospesa e tesa tra colpi di scena e misteri tipici di un noir e la Spannung, caratteristica tensione di un giallo.
La commerciante di mobili antichi Annamaria e Benjamin Fotmann, il famoso direttore della Jerusalem Orchestra, dal volto ed il corpo segnati da profonde cicatrici di uno sconosciuto passato, sono preda di un tourbillon di passioni e fragilità, entrambi a fare i conti con l’amore di una vita. Scorrono i mesi e le pagine del romanzo, tra tournée dell’orchestra in giro per il mondo e telefonate tra i due protagonisti, tra le quali l’autrice inserisce profondi spazi di digressioni temporali e geografiche. Dunque i romanzi nel romanzo, raccontano l’avventurosa storia di Marco Vecchi, che, fuggito di prigione, per salvarsi la vita arriva a Gerusalemme, quindi il suo giunger all’antico monastero Di Santa Caterina sul Sinai. Ecco dunque la comparsa proprio nel monastero del Sinai di Benjamin Fotman, che sotto la penna arguta della sua autrice, si arruolerà nell’esercito d’Israele, come d’obbligo per i cittadini maschi israeliani. Nella seconda parte del romanzo quindi avverrà la conoscenza con il tenente delle forze della difesa Israeliana Stella Elion e la nascita di una nuova vita nel kibbutz per il giovane soldato Ben.
Mille misteri e tanti colpi di scena in questo romanzo della reggiana Marisa Giaroli che rimescola le carte della narrazione, riportando alla fine il lettore a New York in una nuova primavera espressiva dai toni questa volta vivaldiani.
Di nuovo in viaggio sulle onde della musica fino all’Italia, ove il protagonista o i protagonisti torneranno tutti come in una giostra, come assassini o come incessanti amanti, nel punto in cui tutto era iniziato.
Silvia Dello Russo

(Gazzetta di Reggio, 15 agosto 2017)

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