La Scala di Giacobbe, recensione novembre 2004

Un ponte con tante arcate, non sempre regolari, anzi spesso sbilanciate, da far pensare ad un crollo improvviso. Ma il ponte regge: evidentemente il progetto non solo aveva previsto, ma aveva messo in conto le arcate sbilanciate. Su quel ponte la fantasia narrativa della Giaroli Fornaciari ha collocato la vicenda di Carla Rolli. Vicenda sconvolgente, racchiusa fra due incontri. L’incontro di Carla con quello che sarà poi il padre della sua bambina, Sara, nel garage sotterraneo di un palazzo; l’incontro di Carla – ora suor Michela- con la sua” bambina”, Sara, nel giorno in cui quest’ultima si sposa ( e si sposa proprio nella chiesa del monastero che è diretto dalla madre).
Nell’incontro iniziale il giovane Giampiero non sa che la ragazza che ha davanti, poco prima ha ucciso un uomo; nell’incontro finale, Sara, non sa (e forse non lo saprà mai) che la monaca che ha davanti- e che la bacia con tanta intensità- è sua madre.

Una vicenda sconvolgente non priva di situazioni scabrose, che la scrittrice mette in contatto con l’ambiente- si direbbe- meno adatto: un convento di suore e monastero. Ma è proprio in questo ambiente che Carla ritrova la fiducia nella vita e il coraggio di andare avanti. La Giaroli Fornaciari ce lo presenta nel suo vero clima, ben lontano dagli stereotipi del cinema e dei giornalisti. È un clima sereno in cui vivono e si muovano persone vive, libere, gioiose. Fra queste spiccano suor Matilde, donna meravigliosa, vera sintesi di spiritualità e umanità; e la Generale, una monaca che sa leggere nel cuore delle persone che incontra, e per la quale la persona umana vale più di ogni regola.
In questo clima Carla riesce a superare i suoi traumi, compreso il trauma della possessione diabolica (e dell’esorcismo), tema che la scrittrice affronta con serenità e sobrietà, attenta evidentemente a non enfatizzarlo e a tenerlo nelle sue giuste dimensioni.

Un romanzo bello e buono La Scala di Giacobbe. Bello nello stile; appassionato, ma scorrevole, e coerente dall’inizio alla fine. Buono come contenuto: non per i fatti narrati, ma per la lettura che ne viene fatta. Una lettura spirituale, in quanto obbliga ad andare al di là del racconto per scoprire il meglio di ognuno di noi.
Vale la pena qualche volta chiudere la televisione per leggere un libro come questo: vi si respira aria sana. E ne abbiamo bisogno, tanto bisogno.
Mons. Guerrino Orlandini

(La Libertà, settimanale cattolico reggiano, del 6 novembre 2004 – “La Scala di Giacobbe” nella prima edizione uscì col titolo “Il Ponte dell’amore”)

La Libertà, novembre 2004
La Libertà, novembre 2004

 

torna all’indice delle Recensioni
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...